Matteo (l'esattore delle tasse) passa dal banco delle imposte al tavolo della convivialità.
È questa la sua conversione: smette di fare i conti sulle persone, di pesarle per spremerle, e si fa prossimo, compagno, fratello.
Riesce a fare così perché lo ha sperimentato per primo, nello sguardo di quel Gesù che, vedendolo, non lo ha giudicato, né lo ha preteso diverso, ma aveva spazio per lui nella sua vita.
Nella storia e nella carne di Matteo c'è il bisogno di redenzione di ogni uomo.
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Vide un uomo.
(Mt 9,9-13)
